Perché Sanremo è Sanremo: un giro nella famosa città ligure

sanremo.jpgA febbraio c’è un centro della Liguria, che per settimane è sotto riflettori per il celebre Festival della Canzone Italiana: Sanremo. In questo periodo, la cittadina ligure diviene, una meta molto gettonata, frequentata, da cantanti italiani in gara, ospiti, super ospiti, e tutti coloro che qui si recano o per assistere al Festival, o semplicemente per poter vedere qualche beniamino dal vivo, e magari chiedergli l’autografo.
Di Sanremo si conosce naturalmente il celebre Teatro Ariston dove si svolge la kermesse, il Casinò ma poco si sa delle altre attrattive.

Ecco perchè con Vagabondi.it abbiamo pensato che era utile, proprio in questo periodo, far conoscere un po’ di più, questa città che è sotto riflettori un mese all’anno, con l’invito di andarla a visitare, non solo per il festival, ma perchè è una cittadina molto graziosa.
Tra i monumenti interessanti da visitare di Sanremo, vi è la Chiesa Russa Ortodossa, realizzata in stile bizantino. Situata vicino al Casinò, fu realizzata nel 1913.

sanremo_2.jpgLa chiesa Russa di Cristo Salvatore fu consacrata a Santa Caterina Martire e al santo taumaturgo Serafino di Sarov. Fu costruita in cento giorni su progetto del celebre architetto russo A. V. Scusev. I lavori furono però affidati all’ingegnere Pietro Agosti e ad A. Tornatori.
Consacrata il 23 Dicembre 1913, alla cerimonia vi era l’ambasciatore russo Krupenskij, poi vi erano le autorità italiane, la comunità russa e la nobiltà italiana e russa.
L’avvento del credo ortodosso a Sanremo si deve alla Zarina Maria Aleksandrovna,
moglie dello zar Alessandro II della casa Romanov. La Zarina amava venire qui nella costiera ligure, per passare i suoi soggiorni. Fu lei a donare al Comune di Sanremo, le prime palme che adornano la Passeggiata dell’Imperatrice.

Con lei vennero a Sanremo esponenti della cultura russa, come lo scrittore Tolstoj e nobili russsi. A quell’epoca Sanremo divenne una colonia russa, con diversi professionisti, bibliotecari, farmacisti, fornai. Era naturale che fu costruita una chiesa per loro, ormai, cittadini liguri.
La chiesa è formata da quattro archi laterali, con cinque cupole sovrastanti a telo azzurro, di cui la centrale più alta. Elemento dominante è l’effetto cromatico, oro e colori smaglianti. Nel lato sud svetta il campanile. L’interno custodisce numerosi oggetti sacri e votivi donati dai fedeli. A dispetto dalle sfarzosità esterna è piuttosto sobrio, privo di decorazione ad affresco.
Il principale elemento decorativo è una splendida iconostasi.

Questa fu concepita per custodire le icone dei santi protettori della chiesa, Caterina di Alessandria e Serafino di Sarov, nel 1974 collocate sulle pareti del tempio.
Se vi trovate a Sanremo, per il festival, mi raccomando visitate questo suggestivo edificio.

 

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