Le residenze dei Savoia in Piemonte: Palazzo Madama a Torino, la “dependance” per gli ospiti

palazzo-madama.jpgUna delle dinastie in Italia che ha lasciato fortemente traccia del loro potere sono sicuramente i Savoia. Questa famiglia nobiliare, molto più delle altre, è legata alla storia recente del nostro paese. Ma le loro vicende sono molto antiche. Scelsero Torino come loro città. Nel capoluogo piemontese, in particolar modo, commissionarono opere e decorarono palazzi. Tra questi spicca lo splendido Palazzo Madama, che è uno degli edifici più antichi della storia piemontese, che per il suo valore storico, è stato nominato dall’UNESCO, patrimonio dell’umanità.
Collocato nel cuore di Torino ci troviamo di fronte a duemila anni di storia. Sorge su Porta Fibellona, realizzata all’epoca dei romani. Questa fu inglobata nel castello che fu realizzato successivamente. Da qui vi era l’accesso verso il Po, in una zona che era strategica dal punto di vista difensivo. Per tale motivo la porta venne trasformata in un fortilizio. Nel XIII secolo fu presa dai marchesi di Monferrato che in seguito nel 1280 cedettero la città ai Savoia. La struttura difensiva passò ai Savoia Acaja (ramo cadetto dei Savoia). Nel XIV secolo viene ingrandito il castello, questo divenne con Filippo I, principe di Savoia e signore di Acaja sede del loro potere.

Nei secoli successivi il Castello di Acaja per la lontananza dalla capitale del ducato e della contea Chambery, ebbe un ruolo secondario. Esso veniva utilizzato come residenza ducale nel corso nel corso delle sue visite a Torino ed utilizzato per accogliere ospiti illustri. Colei che la scelse come sede stabile fu Bianca di Monferrato moglie di Carlo I di Savoia. In occasione dell’arrivo a Torino di Carlo VIII di Francia, palazzo Madama fu messo a disposizione del regnante francese, e Bianca si recò nel palazzo vescovile (futuro palazzo Reale). Nel 1497, per rendere più agevoli gli spostamenti tra i due palazzi fu realizzata una galleria di collegamento tra i due edifici, oggi non più esistente.
Con Emanuele Filiberto di Savoia Torino divenne ufficialmente capitale del Ducato e come residenza ufficiale della dinastia, il Palazzo Reale fu preferito a quello Madama che divenne definitivamente palazzo per gli ospiti. Qui venivano inoltre svolti spettacoli e rappresentazioni per celebrare i matrimoni di casa Savoia.
palazzo-madama_2.jpgNel 1637 una delle regnanti dei Savoia decise di cambiare destinazione a questo splendido edificio scegliendolo come propria residenza. Maria Cristina di Borbone -Francia moglie di Carlo Emanuele II di Savoia a tal fine diede avvio ad importati lavori di restauro. A lei fece seguito in una donna di casa Savoia Maria Giovanna Battista di Savoia – Nemours che darà al palazzo il suo aspetto attuale. Grazie a loro si deve il nome del palazzo, sede delle reggenze di due “Madame Reali”.
In quest’occasione si tentò di celare l’aspetto medioevale del palazzo. Venne rimosso il ponte levatoio. Il lavori di ammodernamento furono affidato a Filippo Juvarra che progettò uno splendido palazzo in stile barocco in pietra bianca. Il progetto rimase incompiuto, ma nonostante ciò mostra in pieno la sua bellezza e mostra con un pò di rammarico quello che sarebbe potuto essere.
Si è accolti da un ingresso scenografico che dà accesso il palazzo juvarriano, caratterizzato da un piano a bugnato su cui si eleva un corpo con grandi finestre scandito da colonne e lesene d’ordine composito. Queste sorreggono una trabeazione scolpita con un al di sopra una balaustra decorata con vasi e statue.
L’interno è elegante e raffinato e molto luminoso grazie ai finestroni che illuminano l’interno
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L’involucro barocco non cancellò del tutto l’aspetto medioevale, ma diede alla struttura maggiore importanza e imponenza. In seguito il palazzo Madama ha avuto diversi ruoli e funzioni, da sede dei Comandi Militari ad osservatorio astronomico.Dal 1934 è sede del Museo Civico dell’Arte Antica. Il palazzo nel secolo scorso ha avuto una grande opera di restauro che si è conclusa solo nel 2006. Oggi finalmente Torino ha riavuto uno degli edifici più antichi del suo territorio.

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