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L'originale del 1996 guida del campeggiatore inesperto
Scritto da Valerio A   
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L'originale del 1996 guida del campeggiatore inesperto
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Manuale del campeggiatore inesperto

Quando l'anno scorso abbiamo deciso, Raffaella ed io, di fare una vacanza in  campeggio non sapevamo nulla sulla materia. Tra i nostri amici, quelli che avevano  già una certa esperienza si divertivano a spaventarci con racconti stile  "Venerdì 13" oppure ci guardavano dall'alto in basso con aria da Indiana  Jones navigati, quelli invece che, come noi, non ne sapevano nulla, si limitavano  a guardarci terrorizzati al solo pensiero che li invitassimo. In questo scenario  rassicurante i giorni passavano e si avvicinava la data della partenza senza  che le nostre cognizioni progredissero. A complicare il tutto il nostro senso  dell' "avventura" che ci spingeva a progettare un esordio in un campeggio di  montagna.
Beh, ce la siamo cavata, oltretutto ha piovuto quasi ogni giorno, ma se qualcuno  ci avesse dato qualche semplice consiglio se non altro avremmo perso meno tempo  ad organizzarci (anche se, poi, il cavarsela da soli è la cosa più  divertente).  

 

Questi sono solo dei consigli base, ma in mancanza di meglio...


 

 

La guida ai campeggi


E' una spacie di guida Michelin dei campeggi, dice tantissime cose: categoria, numero bagni, prezzi, tipo di terreno e via dicendo. Non per pubblicità, ma perchè veramente merita, voglio segnalare quella del Touring Club italiano: i campeggi raccomandati, quelli scritti in verde, sono veramente Campeggi (in alcuni non si paga l'acqua calda, c'è la piscina gratis e altro).

 

La tenda


Deve essere scelta in base al tipo di campeggio che si vuole praticare anche se, poi, dote principe del campeggiatore è il sapersi adattare. Quelle "estive" si distinguono dalle altre perchè sono più leggere ed evitano l' "effetto forno" (nessuna, però è in grado di evitarlo completamente), ma nei campeggi sul mare è praticamente impossibile non stare all'ombra (altrimenti ci si scioglie e proprio per questo i campeggi sono quasi tutti completamente ombreggiati). Quelle d'alta montagna (oltre i 2500 m e da neve, sì, da neve...!) sono da riservarsi ai super esperti, perchè servono in condizioni talmente estreme (e solo in quelle) che è meglio lasciar perdere per il momento. Ci sono poi quelle che sono una via di mezzo, servono un po' a tutti i climi, magari "sigillandole" quando fa molto freddo o spalancando ogni più piccolo foro se fa troppo caldo. Noi abbiamo comprato una di queste e, almeno per ora, non ci ha deluso.
Canadese o altro? Dipende dai gusti. Mi dicono che la canadese è più abitabile, cioè ci si può stare quasi in piedi (utilissimo per cambiarsi o in caso di pioggia), ma è un po' più difficile da rendere solida e stabile, in poche parole, da montare bene. L'igloo è più compatta, resiste di più al vento, si monta in dieci minuti (persino per un'imbranato come il sottoscritto!), e questo non è poco specialmente se piove e tira vento come, per la sfiga del principiante, di solito accade. Altro vantaggio è che quest'ultima ha una struttura autoportante in vetroresina che le permette di stare in piedi senza picchetti; può capitare, infatti, che il terreno sia troppo duro per piantarli e allora se ne fa a meno avendo, però, l'accortezza di zavorrare la tenda perchè non venga portata via dal vento. Ci sono poi altri tipi di tende: quelle autogonfianti, quelle ad ombrello, quelle militari, quelle da circo (non scherzo)... Sono tutte, però, meno pratiche, più costose e spesso più deboli.
Di qualsiasi tipo la scegliate, consiglio di provare a montarla a casa o in qualche villa almeno due volte, in modo da sapere tutti bene cosa va fatto: non è bello dopo un viaggio di nove ore scoprire che manca qualcosa o peggio dover leggere il libretto d'istruzioni se si ha la fortuna di averlo (non il mio caso purtroppo).
Un'ultima considerazione sulle dimensioni: meglio non esagerare! In tutti i sensi! Se, infatti una tenda troppo grande diventa pesante (se fate del trekking i grammi contano) e scomoda da montare, una troppo piccola si trasforma in una vera tortura. Il mio consiglio è di sceglierne una più grande di circa il 30% rispetto alla reale necessità, cioè se si è in due, prendere una tenda a tre posti, se in cinque, da sette e così via. In modo da avere un posto comodo dove tenere a portata di mano i bagagli più importanti (maglioni, coperte, lampadine tascabili) senza aver bisogno di uscire ed andare in macchina a prenderli, anche perchè in alcuni campeggi l'auto non si può parcheggiare vicino alla tenda. Un altro motivo è che di notte, se fa freddo, sulla parte interna del telo impermeabile si condensa umidità in quantità sufficiente a bagnare i capelli o il sacco a pelo: occorre quindi non stare proprio attaccati al telo esterno.
Per quanto riguarda i picchetti, nella tenda ce ne sono a sufficienza e di solito sono i cosiddetti "spilloni": vanno bene per qualsiasi fondo del campeggio, tranne che nei rari casi di terreno sabbioso o ricco di sassi (dove servono due diversi tipi di picchetti, ma, ripeto sono casi rari).
Un'ultima cosa penso sia importante specie se si è in coppia e lontano da casa: è meglio che tutti gli occupanti della tenda siano intercambiabili tra di loro, cioè che ognuno sappia fare ogni cosa "importante", dal montare rapidamente la tenda al preparare da mangiare. Può sembrare eccessivo per chi va in campeggio, ma io penso che così è più facile scambiarsi le incombenze più noiose ed è un buon allenamento se intendiamo in futuro andare al Camel Trophy.

 

I sacchi a pelo


Se si va al mare penso che non servano, basteranno delle coperte leggerissime, ma io, ripeto, non ho esperienza in questo campo. Se si va in collina o più su, un sacco mediamente caldo non guasta. Anche qui, se si esagera in un senso o in un'altro ci si congela o si fa la sauna ogni notte, con lo spiacevole effetto di dare l'impressione agli altri (leggi ragazze) di non saper sopportare una notte "diversa". A me hanno rifilato un sacco a pelo +20 modello coperta, sintetico, per circa 80000 Lire (è di marca). I modelli coperta sono rettangolari, avvolgono meno il corpo, ma sono altrettanto caldi e, soprattutto, sono ben accoppiabili con altri sacchi a pelo...( cioè si possono unire ad un altro a formare un unico sacco matrimoniale, meno caldo, meno avvolgente, ma...chissenefrega!). In alernativa ci sono i modelli "mummia", molto più avvolgenti, meno facili da accoppiare perchè sono più larghi alle spalle e si restringono via via scendendo verso i piedi: li consiglio a chi non ha problemi di linea o adora l' "effetto guanto". La cifra +20 o +40 non so ancora cosa significa, ma con una felpa pesante ho dormito caldo anche quando in tenda si registravano solo +4 °C! La scelta del sintetico è stata imposta dal fatto che in montagna spesso d'estate piove ed il sacco sintetico isola di più dall'umidità e, se bagnato, asciuga prima.
Dormire nel sacco non è difficile, tranne nel caso in cui ci si agiti nel sonno come il sottoscritto: le prime mattine ci si ritrova annodati così bene da essere del tutto immobilizzati (per evitare questo ogni volta che ci giriamo da un fianco basta ruotare il sacco insieme a noi e NON ruotare noi dentro il sacco).

 

I materassini


Se si è dei fachiri indiani evitare questo paragrafo. Per le persone meno ascetiche, ma lo stesso molto addentro alla sopportazione del dolore, consiglio materassini di espanso: hanno il pregio di essere leggerissimi e di ricordare ogni notte al campeggiatore il sorriso velato del venditore nel rifilarglieli. Per gli altri ci sono i materassini gonfiabili, per tutte le tasche (ma consiglio di non risparmiare molto, i più cari vengono 35000 Lire), che oltre al confort hanno una puzza ignobile eliminabile solo dopo ripetuti ammolli in acqua. Qualche edonista non si accontenta del materassino e si porta anche qualche cuscino da auto. Anche qui i gusti sono determinanti nelle scelte...

 

Sedie e tavolini


Possono essere quelli del pic-nic dei nostri nonni oppure basta spenderci poche lire. Ad esempio per le sedie vanno benissimo quelle in dotazione all'universitario medio che voglia stare a sedere a lezione senza alzarsi insieme ai panettieri.

 

Fornelletti e compagnia


Raffaella e la tenda a colazioneServono: un fornelletto a gas da campeggio (anche uno piccolo in un quarto d'ora scalda un pentolone d'acqua da 4°C a 100 °C), un paravento piccolo (noi non lo abbiamo, ma abbiamo invidiato molto la serenità di chi non era costretto a riaccendere la fiamma trenta volte al secondo), una lampada a gas (utile in caso di veglie al chiaro di luna quando è luna nuova o per cori attorno ad una chitarra visto che spesso è proibito accendere fuochi con la legna), un set di normali posate (diffidate dai coltellini multiuso: per mangiare in campeggio sono solo ridicoli), almeno due contenitori ermetici di plastica (dove riporre ciò che sarebbe facile preda di formiche), tinozza (dove lavare i piatti), piatti di carta ed altre cose che possono dipendere dalle vostre abitudini a tavola. E' meglio, inoltre, dotarsi di due bottiglioni di plastica da riempire d'acqua e lasciare al sole vicino alla tenda: serviranno da scalda-acqua solari permettendo un notevole risparmio di tempo e gas nella cottura della pasta.

 

Bagno e doccia


Indispensabili dei borselli da bagno. Anche se non scandaloso non è certo molto elegante andare in giro con il rotolo della carta igienica rischiando che i bambini (onnipresenti nei campeggi) inizino a dire a squaciagola:"DOVE VAIIIII? E PEEECCHE' TI PORTI QUELLO?".
Servono poi accappatoi e asciugamani, dimenticate in questo caso le abitudini di casa: l'accappatoio è una necessità specialmente se la doccia dà direttamente all'aperto proprio davanti ai lavatoi dove schiere di uomini, donne e bambini stanno festosamente lavando i piatti.

 

Varie


Per varie intendo un minimo di attrezzi come pinze, cacciaviti, coltellacci, spago (utile per stendere i panni), martello (per i picchetti e per i campeggiatori rumorosi), nastro tipo american tape (è una manna se si strappa la tenda e se i vicini sono troppo loquaci), bombolette per il gas, 2 teloni di incerata (uno per stare fuori della tenda in caso di pioggia, l'altro da mettere sotto la tenda per proteggerla dai sassi aguzzi e dall'umidità stagnante). Non guasta nemmeno una scatola con le medicine più comuni e con cerotti, tanti cerotti...!

 

Macchina


Beh se non l'avessi scritto mi avrebbe rimorso la coscienza.(In caso di qualsiasi emergenza è sempre il luogo più caldo e sicuro dove andare, un po' come la cabina della Sip, ohps Telecom).


 

 

Come è e come ci si regola

 

Per chi non lo sapesse di solito i campeggi non si prenotano. Meglio, si prenotano i posti migliori, ma spesso nessuno garantisce niente anche se è difficilissimo venir lasciati per strada (capita solo nelle località più affollate o nei campeggi più piccoli), è comunque meglio telefonare prima di mettersi in viaggio. vista di un campeggio estivo sulle AlpiSulle Alpi (oltre i 1500m) spesso consiste in un prato o in un boschetto neanche recintati, dotati dei servizi essenziali, ma questo è un aspetto proprio della montagna (se si va al bar prima si consuma, poi il barista ci chiede ciò che abbiamo preso: a roma un bar del genere durerebbe mezza giornata).

 

Lo spaccio

 

Quasi tutti sono dotati di spaccio interno, leggermente più caro (ma dipende...) dei negozi, ma aperto fino a tardi.Ci si trova di tutto dai meravigliosi sughi pronti (attenzione al fegato!) alle provvidenziali bombolette per il fornelletto (finiscono sempre quando è notte, piove e si è appena calata la pasta), ma anche pannolini per bambini, saponi e detersivi. Una nota a parte merita il pane fresco: spesso si ordina il giorno prima, conviene quindi farlo non appena si arriva al campeggio o, almeno, informarsi subito.

 

Le docce e l'acqua calda

 

Al primo campeggio dove arriviamo vogliamo farci la doccia, cinquecento chilometri col caldo d'agosto non sono pochi! Domandiamo in direzione e ci dicono che le docce calde si pagano. Benissimo, costano 2000 Lire, ma quanto durano? Mah, dipende... sono ventuno litri di acqua calda da miscelare con la fredda... di solito avanza sempre! Ok, ne prendiamo un gettone ciascuno, visto che domani ripartiamo non vorremmo trovarci gettoni in più.Gravissimo errore.Entro nella doccia, inserisco il gettone e mi inizio a lavare,mentre mi insapono chiudo l'acqua usando un tasto di interruzione, come guidato da un presentimento. Riapro per sciacquarmi e mentre sto passando sotto il getto i capelli e la schiena ecco che sento un "clang": subito arriva la gelida sorpresa. Anche ad un monaco buddista con il voto del silenzio sarebbe partito un bestemmione. A me no. Ho troppo freddo, l'acqua, quel campeggio a 1800 m, la prende direttamente dal ruscello che a sua volta viene dal ghiacciaio del Monte Bianco. Potrei uscire nudo e urlante dalla doccia, se non altro mi scalderei. Mi sciacquo con i cubetti di ghiaccio. Morale: non fidatevi troppo della direzione quando decanta l'efficienza e la tecnologia dei suoi impianti.

 

Sistemazione della tenda

 

Di solito la piazzola dove piantare la tenda è assegnata, altre volte c'è una certa libertà di scelta e non esistono vere e proprie piazzole. In questi ultimi casi conviene attenersi rigidamente a delle regole pratiche:
a) studiare la conformazione del terreno per evitare di piazzare la tenda in una conca o sul letto di un ruscelletto o in zona caduta massi.
b) se il terreno è in pendenza disporre la tenda in modo che i piedi siano più in basso o, meglio, in modo che la testa sia allo stesso livello dei piedi (basta mettersi di traverso: anche se sembrerà di dormire su piani diversi sarà sempre meglio del mal di testa o dei piedi gonfi la mattina dopo).
c) studiare attentamente i vicini (le coppie con o senza bambini vanno evitate, se non sono rumorosi i bambini potrebbero esserlo i genitori...) [ Alcuni miei amici, tutti maschi, sono stati tenuti svegli per una settimana da mugolii e urletti e nessuno ha avuto il coraggio di protestare in direzione; poi non dite che non vi avevo avvertito!].
d) non appiccicarsi comunque a nessuna tenda altrui perchè in ogni caso si ha diritto ad un minimo di privacy.
e) curarsi che la nostra tenda non sia proprio sul passaggio delle macchine, possibilmente neanche su quello delle persone e che abbia intorno uno spazio sufficiente per parcheggiare l'auto e per tavolini e compagnia.

 

Montaggio del tutto

 

Piccoli suggerimenti per i picchetti della tenda e per i materassini.I picchetti servono a tenere inchiodata la tenda al suolo, ma anche ad ancorare tiranti supplementari contro il vento: evitate di piantarli a più di trenta centimetri dalla tenda, potrebbero costituire delle formidabili trppole per voi stessi. Io sono inciampato e caduto due volte sulla tenda (che collaudo eh?) proprio perchè il tirante, nero, era ad una distanza esagerata dalla tenda stessa, che, per fortuna, ha retto anche a questo stress.
In montagna c'è una grande escursione termica tra giorno e notte, se quindi gonfiate troppo i materassini la sera dopo sembreranno più sgonfi. Questo perchè sotto il sole nella tenda si raggiungono facilmente i quaranta gradi, la pressione nel materassino aumenta e un po' d'aria fuoriesce. Di notte, specie se è sereno e si è sopra una certa quota, si può arrivare anche a quattro gradi: quindi il materassino ci sembrerà molle. Il trucco sta nel non gonfiarlo al massimo in modo che con la sua elasticità possa sopportare le escursioni termiche senza perdere aria. E' quindi inutile pompare ogni sera per mezz'ora alla ricerca di una rigidità da materasso ortopedico.

 

Vita da campeggiatori

 

I campeggiatori, ho notato, si dividono in due grandi categorie: quelli delle tende e gli altri.Nella prima categoria spesso ricadono coloro che vedono la vacanza come un momento per fare cose insolite che mettano alla prova il fisico e lo spirito, amano la natura e il dormire all'aria aperta (la tenda ferma solo la pioggia e neanche sempre), sono di tutte le età e classi sociali (vicino noi campeggiava una coppia di sessantenni), non hanno eccessivi pudori e di solito sono molto socievoli e solidali tra loro, l'unico difetto è che, talvolta, sono un po' esaltati. Nella seconda oltre a persone come a quelle appena descritte ci sono purtroppo anche i cosiddetti "rulottari" (termine dispregiativo che non riguarda però il fatto di possedere una roulotte, ma, ripeto, il fatto che tra coloro che hanno la roulotte alcuni sono così), per loro chi ce l'ha più grossa è meglio degli altri, guardano con disprezzo i "pezzenti" delle "tendine" e non li capiscono proprio. Loro sì che se la godono! Hanno il bagno in "camera", possono cucinare seriamente, dormono al chiuso e sono stanziali. Sì, rimangono tutta l'estate in un posto, spesso lo stesso degli ultimi dieci anni. Trasformano addirittura il loro mezzo in una specie di villetta con tanto di staccionata e passano la loro vacanza a chiacchierare delle stesse cose con le stesse persone.
De gustibus... (Traduzione romana: Tutti li gusti so' gusti, diceva quello che se sedeva sulli parafurmini...). Il bello della tenda è che, se sei stufo, in mezz'ora sei pronto per partire e, mentre con un caravan devi assolutamente prenotare, una "tendina" non la rifiuta mai nessuno, anzi spesso fanno lo sconto sul prezzo della piazzola. La cosa più divertente è proprio vagabondare da un luogo all'altro senza programmi fissi e senza spendere un patrimonio. Spirito da Easy Rider a parte, posso dire che se c'è il sole la vita da campeggiatori è una vera pacchia. Ci si alza, si mangia qualcosa, ci si mette stesi sull'erba e si prende il sole parlando di cose insulse, poi, quando si è toccato il fondo con le banalità, si va all'immancabile campetto da pallavolo e si cerca di organizzare una partita, quando si sono fatte le squadre è tempo di pranzare. Il pranzo dura dalle due alle tre ore, perchè come minimo si rovescia due volte il pentolone della pasta (immancabili spaghetti) e poi bisogna prima preparare tutto. I piatti si laveranno poi (questo significa appena prima del prossimo pasto, che, per pigrizia, si deciderà di fare a panini). Si gioca finalmente, ci si va a fare la doccia ed ecco che tramonta il sole e si deve preparare la tenda... Dopo un giorno di questa vita anche il più pigro dei pigri decide di alzarsi all'alba (dipende cosa si intende per alba...) e andare a fare il turista nei dintorni. Se poi si ha accanto una ragazza soprannominata la Stachanov dell' escursione in montagna si può facilmente immaginare cosa si è costretti a fare!

 

Gli insetti

 

Presenza costante e ubiquitaria gli insetti non rappresentano poi un grande problema, basta un pò di buon senso. Intanto quasi tutte le tende che non siano proprio del Giurassico sono dotate di zanzariere alle aperture: si può così cambiare l'aria lasciando fuori formiche e compagnia. Se poi, però, si verificasse un'infiltrazione basterà svuotare la tenda e sbattere i sacchi per stare tranquilli. Certo è meglio non sbriciolare o lasciare immondizia o cibo non sigillato vicino alla tenda, ma questo mi pare ancora più ovvio di quanto, già ovvio, detto finora.

 

La pioggia

 

Se piove un giorno, non succede nulla, basta avere l'accortezza di non bagnare dentro la tenda mentre si entra con i K-way bagnati. Se piove per due giorni, si organizzeranno tornei di traversone. Se piove ancora più a lungo e le previsioni sono fosche si va alla direzione, si telefona al primo campeggio col sole, fosse anche a seicento chilometri, si paga il conto e si parte (le nuvole ci seguiranno sicuramente, ma almeno avremo regalato il sole ai nostri ex vicini di campeggio!).La cosa più bella è se piove di notte e di giorno è sereno: si può godere il ticchettio della pioggia sul telo, sfruttandone gli effetti romantici sul partner, mentre stiamo al caldo e i tuoni squassano l'aria, e la mattina si possono fare le gite o le partite normalmente.

I bagni

Per chi, come me, non ha fatto il militare questa è la prima esperienza seria di cameratismo da bagno. Capita di vedere la gente mentre compie i gesti più intimi e ripetitivi e ci si accorge di quanto siamo diversi e al tempo stesso ci somigliamo.Di solito ci si lava in schiere di lavandini, gli uomini da una parte, le donne dall'altra. I bagni, anch'essi in schiera, sono quasi ovunque alla turca: dopo le prime volte, in cui si ha la sensazione di caderci dentro o, peggio, di essersela fatta sui pantaloni, ci si abitua. Non esistono bidet. Bisogna accontentarsi della doccia, che diventa necessariamente un'esperienza quotidiana. L'acqua calda spesso si paga: c'è un contatore che eroga tot litri all'inserimento di un gettone. Consiglio di fare la doccia in orari in cui se la fanno anche altri, si rischia altrimenti di pagare per calda l'acqua che, raffreddatasi nei tubi dall'ultima volta che è stata aperta, invece ci arriverà tiepida. Spesso poi avanza effettivamente dell'acqua calda a chi ha inserito una palata di gettoni per paura della doccia scozzese, non è quindi raro farsi una bella doccia calda a sbafo.

 

 
 

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