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Manuale del campeggiatore inesperto
Quando l'anno scorso abbiamo deciso, Raffaella ed io, di fare una vacanza in campeggio non sapevamo nulla sulla materia. Tra i nostri amici, quelli che avevano già una certa esperienza si divertivano a spaventarci con racconti stile "Venerdì 13" oppure ci guardavano dall'alto in basso con aria da Indiana Jones navigati, quelli invece che, come noi, non ne sapevano nulla, si limitavano a guardarci terrorizzati al solo pensiero che li invitassimo. In questo scenario rassicurante i giorni passavano e si avvicinava la data della partenza senza che le nostre cognizioni progredissero. A complicare il tutto il nostro senso dell' "avventura" che ci spingeva a progettare un esordio in un campeggio di montagna.
Beh, ce la siamo cavata, oltretutto ha piovuto quasi ogni giorno, ma se qualcuno ci avesse dato qualche semplice consiglio se non altro avremmo perso meno tempo ad organizzarci (anche se, poi, il cavarsela da soli è la cosa più divertente).
Questi sono solo dei consigli base, ma in mancanza di meglio...
La guida ai campeggi
E' una spacie di guida Michelin dei campeggi, dice tantissime cose: categoria,
numero bagni, prezzi, tipo di terreno e via dicendo. Non per pubblicità,
ma perchè veramente merita, voglio segnalare quella del Touring Club
italiano: i campeggi raccomandati, quelli scritti in verde, sono veramente Campeggi
(in alcuni non si paga l'acqua calda, c'è la piscina gratis e altro).
La tenda
Deve
essere scelta in base al tipo di campeggio che si vuole praticare anche
se, poi, dote principe del campeggiatore è il sapersi adattare. Quelle
"estive" si distinguono dalle altre perchè sono più leggere ed evitano
l' "effetto forno" (nessuna, però è in grado di evitarlo
completamente), ma nei campeggi sul mare è praticamente impossibile non
stare all'ombra (altrimenti ci si scioglie e proprio per questo i
campeggi sono quasi tutti completamente ombreggiati). Quelle d'alta
montagna (oltre i 2500 m e da neve, sì, da neve...!) sono da riservarsi
ai super esperti, perchè servono in condizioni talmente estreme (e solo
in quelle) che è meglio lasciar perdere per il momento. Ci sono poi
quelle che sono una via di mezzo, servono un po' a tutti i climi,
magari "sigillandole" quando fa molto freddo o spalancando ogni più
piccolo foro se fa troppo caldo. Noi abbiamo comprato una di queste e,
almeno per ora, non ci ha deluso.
Canadese o altro? Dipende dai
gusti. Mi dicono che la canadese è più abitabile, cioè ci si può stare
quasi in piedi (utilissimo per cambiarsi o in caso di pioggia), ma è un
po' più difficile da rendere solida e stabile, in poche parole, da
montare bene. L'igloo è più compatta, resiste di più al vento, si monta
in dieci minuti (persino per un'imbranato come il sottoscritto!), e
questo non è poco specialmente se piove e tira vento come, per la sfiga
del principiante, di solito accade. Altro vantaggio è che quest'ultima
ha una struttura autoportante in vetroresina che le permette di stare
in piedi senza picchetti; può capitare, infatti, che il terreno sia
troppo duro per piantarli e allora se ne fa a meno avendo, però,
l'accortezza di zavorrare la tenda perchè non venga portata via dal
vento. Ci sono poi altri tipi di tende: quelle autogonfianti, quelle ad
ombrello, quelle militari, quelle da circo (non scherzo)... Sono tutte,
però, meno pratiche, più costose e spesso più deboli.
Di qualsiasi
tipo la scegliate, consiglio di provare a montarla a casa o in qualche
villa almeno due volte, in modo da sapere tutti bene cosa va fatto: non
è bello dopo un viaggio di nove ore scoprire che manca qualcosa o
peggio dover leggere il libretto d'istruzioni se si ha la fortuna di
averlo (non il mio caso purtroppo).
Un'ultima considerazione sulle
dimensioni: meglio non esagerare! In tutti i sensi! Se, infatti una
tenda troppo grande diventa pesante (se fate del trekking i grammi
contano) e scomoda da montare, una troppo piccola si trasforma in una
vera tortura. Il mio consiglio è di sceglierne una più grande di circa
il 30% rispetto alla reale necessità, cioè se si è in due, prendere una
tenda a tre posti, se in cinque, da sette e così via. In modo da avere
un posto comodo dove tenere a portata di mano i bagagli più importanti
(maglioni, coperte, lampadine tascabili) senza aver bisogno di uscire
ed andare in macchina a prenderli, anche perchè in alcuni campeggi
l'auto non si può parcheggiare vicino alla tenda. Un altro motivo è che
di notte, se fa freddo, sulla parte interna del telo impermeabile si
condensa umidità in quantità sufficiente a bagnare i capelli o il sacco
a pelo: occorre quindi non stare proprio attaccati al telo esterno.
Per
quanto riguarda i picchetti, nella tenda ce ne sono a sufficienza e di
solito sono i cosiddetti "spilloni": vanno bene per qualsiasi fondo del
campeggio, tranne che nei rari casi di terreno sabbioso o ricco di
sassi (dove servono due diversi tipi di picchetti, ma, ripeto sono casi
rari).
Un'ultima cosa penso sia importante specie se si è in coppia
e lontano da casa: è meglio che tutti gli occupanti della tenda siano
intercambiabili tra di loro, cioè che ognuno sappia fare ogni cosa
"importante", dal montare rapidamente la tenda al preparare da
mangiare. Può sembrare eccessivo per chi va in campeggio, ma io penso
che così è più facile scambiarsi le incombenze più noiose ed è un buon
allenamento se intendiamo in futuro andare al Camel Trophy.
I sacchi a pelo
Se
si va al mare penso che non servano, basteranno delle coperte
leggerissime, ma io, ripeto, non ho esperienza in questo campo. Se si
va in collina o più su, un sacco mediamente caldo non guasta. Anche
qui, se si esagera in un senso o in un'altro ci si congela o si fa la
sauna ogni notte, con lo spiacevole effetto di dare l'impressione agli
altri (leggi ragazze) di non saper sopportare una notte "diversa". A me
hanno rifilato un sacco a pelo +20 modello coperta, sintetico, per
circa 80000 Lire (è di marca). I modelli coperta sono rettangolari,
avvolgono meno il corpo, ma sono altrettanto caldi e, soprattutto, sono
ben accoppiabili con altri sacchi a pelo...( cioè si possono unire ad
un altro a formare un unico sacco matrimoniale, meno caldo, meno
avvolgente, ma...chissenefrega!). In alernativa ci sono i modelli
"mummia", molto più avvolgenti, meno facili da accoppiare perchè sono
più larghi alle spalle e si restringono via via scendendo verso i
piedi: li consiglio a chi non ha problemi di linea o adora l' "effetto
guanto". La cifra +20 o +40 non so ancora cosa significa, ma con una
felpa pesante ho dormito caldo anche quando in tenda si registravano
solo +4 °C! La scelta del sintetico è stata imposta dal fatto che in
montagna spesso d'estate piove ed il sacco sintetico isola di più
dall'umidità e, se bagnato, asciuga prima.
Dormire nel sacco non è
difficile, tranne nel caso in cui ci si agiti nel sonno come il
sottoscritto: le prime mattine ci si ritrova annodati così bene da
essere del tutto immobilizzati (per evitare questo ogni volta che ci
giriamo da un fianco basta ruotare il sacco insieme a noi e NON ruotare
noi dentro il sacco).
I materassini
Se
si è dei fachiri indiani evitare questo paragrafo. Per le persone meno
ascetiche, ma lo stesso molto addentro alla sopportazione del dolore,
consiglio materassini di espanso: hanno il pregio di essere
leggerissimi e di ricordare ogni notte al campeggiatore il sorriso
velato del venditore nel rifilarglieli. Per gli altri ci sono i
materassini gonfiabili, per tutte le tasche (ma consiglio di non
risparmiare molto, i più cari vengono 35000 Lire), che oltre al confort
hanno una puzza ignobile eliminabile solo dopo ripetuti ammolli in
acqua. Qualche edonista non si accontenta del materassino e si porta
anche qualche cuscino da auto. Anche qui i gusti sono determinanti
nelle scelte...
Sedie e tavolini
Possono
essere quelli del pic-nic dei nostri nonni oppure basta spenderci poche
lire. Ad esempio per le sedie vanno benissimo quelle in dotazione
all'universitario medio che voglia stare a sedere a lezione senza
alzarsi insieme ai panettieri.
Fornelletti e compagnia
Servono:
un fornelletto a gas da campeggio (anche uno piccolo in un quarto d'ora
scalda un pentolone d'acqua da 4°C a 100 °C), un paravento piccolo (noi
non lo abbiamo, ma abbiamo invidiato molto la serenità di chi non era
costretto a riaccendere la fiamma trenta volte al secondo), una lampada
a gas (utile in caso di veglie al chiaro di luna quando è luna nuova o
per cori attorno ad una chitarra visto che spesso è proibito accendere
fuochi con la legna), un set di normali posate (diffidate dai
coltellini multiuso: per mangiare in campeggio sono solo ridicoli),
almeno due contenitori ermetici di plastica (dove riporre ciò che
sarebbe facile preda di formiche), tinozza (dove lavare i piatti),
piatti di carta ed altre cose che possono dipendere dalle vostre
abitudini a tavola. E' meglio, inoltre, dotarsi di due bottiglioni di
plastica da riempire d'acqua e lasciare al sole vicino alla tenda:
serviranno da scalda-acqua solari permettendo un notevole risparmio di
tempo e gas nella cottura della pasta.
Bagno e doccia
Indispensabili
dei borselli da bagno. Anche se non scandaloso non è certo molto
elegante andare in giro con il rotolo della carta igienica rischiando
che i bambini (onnipresenti nei campeggi) inizino a dire a
squaciagola:"DOVE VAIIIII? E PEEECCHE' TI PORTI QUELLO?".
Servono
poi accappatoi e asciugamani, dimenticate in questo caso le abitudini
di casa: l'accappatoio è una necessità specialmente se la doccia dà
direttamente all'aperto proprio davanti ai lavatoi dove schiere di
uomini, donne e bambini stanno festosamente lavando i piatti.
Varie
Per
varie intendo un minimo di attrezzi come pinze, cacciaviti,
coltellacci, spago (utile per stendere i panni), martello (per i
picchetti e per i campeggiatori rumorosi), nastro tipo american tape (è
una manna se si strappa la tenda e se i vicini sono troppo loquaci),
bombolette per il gas, 2 teloni di incerata (uno per stare fuori della
tenda in caso di pioggia, l'altro da mettere sotto la tenda per
proteggerla dai sassi aguzzi e dall'umidità stagnante). Non guasta
nemmeno una scatola con le medicine più comuni e con cerotti, tanti
cerotti...!
Macchina
Beh se non l'avessi scritto mi avrebbe rimorso la coscienza.(In caso di qualsiasi
emergenza è sempre il luogo più caldo e sicuro dove andare, un
po' come la cabina della Sip, ohps Telecom).
Come è e come ci si regola
Per
chi non lo sapesse di solito i campeggi non si prenotano. Meglio, si
prenotano i posti migliori, ma spesso nessuno garantisce niente anche
se è difficilissimo venir lasciati per strada (capita solo nelle
località più affollate o nei campeggi più piccoli), è comunque meglio
telefonare prima di mettersi in viaggio. Sulle
Alpi (oltre i 1500m) spesso consiste in un prato o in un boschetto
neanche recintati, dotati dei servizi essenziali, ma questo è un
aspetto proprio della montagna (se si va al bar prima si consuma, poi
il barista ci chiede ciò che abbiamo preso: a roma un bar del genere
durerebbe mezza giornata).
Lo spaccio
Quasi
tutti sono dotati di spaccio interno, leggermente più caro (ma
dipende...) dei negozi, ma aperto fino a tardi.Ci si trova di tutto dai
meravigliosi sughi pronti (attenzione al fegato!) alle provvidenziali
bombolette per il fornelletto (finiscono sempre quando è notte, piove e
si è appena calata la pasta), ma anche pannolini per bambini, saponi e
detersivi. Una nota a parte merita il pane fresco: spesso si ordina il
giorno prima, conviene quindi farlo non appena si arriva al campeggio
o, almeno, informarsi subito.
Le docce e l'acqua calda
Al
primo campeggio dove arriviamo vogliamo farci la doccia, cinquecento
chilometri col caldo d'agosto non sono pochi! Domandiamo in direzione e
ci dicono che le docce calde si pagano. Benissimo, costano 2000 Lire,
ma quanto durano? Mah, dipende... sono ventuno litri di acqua calda da
miscelare con la fredda... di solito avanza sempre! Ok, ne prendiamo un
gettone ciascuno, visto che domani ripartiamo non vorremmo trovarci
gettoni in più.Gravissimo errore.Entro nella doccia, inserisco il
gettone e mi inizio a lavare,mentre mi insapono chiudo l'acqua usando
un tasto di interruzione, come guidato da un presentimento. Riapro per
sciacquarmi e mentre sto passando sotto il getto i capelli e la schiena
ecco che sento un "clang": subito arriva la gelida sorpresa. Anche ad
un monaco buddista con il voto del silenzio sarebbe partito un
bestemmione. A me no. Ho troppo freddo, l'acqua, quel campeggio a 1800
m, la prende direttamente dal ruscello che a sua volta viene dal
ghiacciaio del Monte Bianco. Potrei uscire nudo e urlante dalla doccia,
se non altro mi scalderei. Mi sciacquo con i cubetti di ghiaccio.
Morale: non fidatevi troppo della direzione quando decanta l'efficienza
e la tecnologia dei suoi impianti.
Sistemazione della tenda
Di
solito la piazzola dove piantare la tenda è assegnata, altre volte c'è
una certa libertà di scelta e non esistono vere e proprie piazzole. In
questi ultimi casi conviene attenersi rigidamente a delle regole
pratiche:
a) studiare la conformazione del terreno per evitare di
piazzare la tenda in una conca o sul letto di un ruscelletto o in zona
caduta massi.
b) se il terreno è in pendenza disporre la tenda in
modo che i piedi siano più in basso o, meglio, in modo che la testa sia
allo stesso livello dei piedi (basta mettersi di traverso: anche se
sembrerà di dormire su piani diversi sarà sempre meglio del mal di
testa o dei piedi gonfi la mattina dopo).
c) studiare attentamente i
vicini (le coppie con o senza bambini vanno evitate, se non sono
rumorosi i bambini potrebbero esserlo i genitori...) [ Alcuni miei
amici, tutti maschi, sono stati tenuti svegli per una settimana da
mugolii e urletti e nessuno ha avuto il coraggio di protestare in
direzione; poi non dite che non vi avevo avvertito!].
d) non appiccicarsi comunque a nessuna tenda altrui perchè in ogni caso si ha diritto ad un minimo di privacy.
e)
curarsi che la nostra tenda non sia proprio sul passaggio delle
macchine, possibilmente neanche su quello delle persone e che abbia
intorno uno spazio sufficiente per parcheggiare l'auto e per tavolini e
compagnia.
Montaggio del tutto
Piccoli
suggerimenti per i picchetti della tenda e per i materassini.I
picchetti servono a tenere inchiodata la tenda al suolo, ma anche ad
ancorare tiranti supplementari contro il vento: evitate di piantarli a
più di trenta centimetri dalla tenda, potrebbero costituire delle
formidabili trppole per voi stessi. Io sono inciampato e caduto due
volte sulla tenda (che collaudo eh?) proprio perchè il tirante, nero,
era ad una distanza esagerata dalla tenda stessa, che, per fortuna, ha
retto anche a questo stress.
In montagna c'è una grande escursione
termica tra giorno e notte, se quindi gonfiate troppo i materassini la
sera dopo sembreranno più sgonfi. Questo perchè sotto il sole nella
tenda si raggiungono facilmente i quaranta gradi, la pressione nel
materassino aumenta e un po' d'aria fuoriesce. Di notte, specie se è
sereno e si è sopra una certa quota, si può arrivare anche a quattro
gradi: quindi il materassino ci sembrerà molle. Il trucco sta nel non
gonfiarlo al massimo in modo che con la sua elasticità possa sopportare
le escursioni termiche senza perdere aria. E' quindi inutile pompare
ogni sera per mezz'ora alla ricerca di una rigidità da materasso
ortopedico.
Vita da campeggiatori
I
campeggiatori, ho notato, si dividono in due grandi categorie: quelli
delle tende e gli altri.Nella prima categoria spesso ricadono coloro
che vedono la vacanza come un momento per fare cose insolite che
mettano alla prova il fisico e lo spirito, amano la natura e il dormire
all'aria aperta (la tenda ferma solo la pioggia e neanche sempre), sono
di tutte le età e classi sociali (vicino noi campeggiava una coppia di
sessantenni), non hanno eccessivi pudori e di solito sono molto
socievoli e solidali tra loro, l'unico difetto è che, talvolta, sono un
po' esaltati. Nella seconda oltre a persone come a quelle appena
descritte ci sono purtroppo anche i cosiddetti "rulottari" (termine
dispregiativo che non riguarda però il fatto di possedere una roulotte,
ma, ripeto, il fatto che tra coloro che hanno la roulotte alcuni sono
così), per loro chi ce l'ha più grossa è meglio degli altri, guardano
con disprezzo i "pezzenti" delle "tendine" e non li capiscono proprio.
Loro sì che se la godono! Hanno il bagno in "camera", possono cucinare
seriamente, dormono al chiuso e sono stanziali. Sì, rimangono tutta
l'estate in un posto, spesso lo stesso degli ultimi dieci anni.
Trasformano addirittura il loro mezzo in una specie di villetta con
tanto di staccionata e passano la loro vacanza a chiacchierare delle
stesse cose con le stesse persone.
De gustibus... (Traduzione
romana: Tutti li gusti so' gusti, diceva quello che se sedeva sulli
parafurmini...). Il bello della tenda è che, se sei stufo, in mezz'ora
sei pronto per partire e, mentre con un caravan devi assolutamente
prenotare, una "tendina" non la rifiuta mai nessuno, anzi spesso fanno
lo sconto sul prezzo della piazzola. La cosa più divertente è proprio
vagabondare da un luogo all'altro senza programmi fissi e senza
spendere un patrimonio. Spirito da Easy Rider a parte, posso dire che
se c'è il sole la vita da campeggiatori è una vera pacchia. Ci si alza,
si mangia qualcosa, ci si mette stesi sull'erba e si prende il sole
parlando di cose insulse, poi, quando si è toccato il fondo con le
banalità, si va all'immancabile campetto da pallavolo e si cerca di
organizzare una partita, quando si sono fatte le squadre è tempo di
pranzare. Il pranzo dura dalle due alle tre ore, perchè come minimo si
rovescia due volte il pentolone della pasta (immancabili spaghetti) e
poi bisogna prima preparare tutto. I piatti si laveranno poi (questo
significa appena prima del prossimo pasto, che, per pigrizia, si
deciderà di fare a panini). Si gioca finalmente, ci si va a fare la
doccia ed ecco che tramonta il sole e si deve preparare la tenda...
Dopo un giorno di questa vita anche il più pigro dei pigri decide di
alzarsi all'alba (dipende cosa si intende per alba...) e andare a fare
il turista nei dintorni. Se poi si ha accanto una ragazza
soprannominata la Stachanov dell' escursione in montagna si può
facilmente immaginare cosa si è costretti a fare!
Gli insetti
Presenza
costante e ubiquitaria gli insetti non rappresentano poi un grande
problema, basta un pò di buon senso. Intanto quasi tutte le tende che
non siano proprio del Giurassico sono dotate di zanzariere alle
aperture: si può così cambiare l'aria lasciando fuori formiche e
compagnia. Se poi, però, si verificasse un'infiltrazione basterà
svuotare la tenda e sbattere i sacchi per stare tranquilli. Certo è
meglio non sbriciolare o lasciare immondizia o cibo non sigillato
vicino alla tenda, ma questo mi pare ancora più ovvio di quanto, già
ovvio, detto finora.
La pioggia
Se
piove un giorno, non succede nulla, basta avere l'accortezza di non
bagnare dentro la tenda mentre si entra con i K-way bagnati. Se piove
per due giorni, si organizzeranno tornei di traversone. Se piove ancora
più a lungo e le previsioni sono fosche si va alla direzione, si
telefona al primo campeggio col sole, fosse anche a seicento
chilometri, si paga il conto e si parte (le nuvole ci seguiranno
sicuramente, ma almeno avremo regalato il sole ai nostri ex vicini di
campeggio!).La cosa più bella è se piove di notte e di giorno è sereno:
si può godere il ticchettio della pioggia sul telo, sfruttandone gli
effetti romantici sul partner, mentre stiamo al caldo e i tuoni
squassano l'aria, e la mattina si possono fare le gite o le partite
normalmente.
I bagni
Per chi, come me, non ha fatto il militare questa è la prima esperienza
seria di cameratismo da bagno. Capita di vedere la gente mentre compie i gesti
più intimi e ripetitivi e ci si accorge di quanto siamo diversi e al
tempo stesso ci somigliamo.Di solito ci si lava in schiere di lavandini, gli
uomini da una parte, le donne dall'altra. I bagni, anch'essi in schiera, sono
quasi ovunque alla turca: dopo le prime volte, in cui si ha la sensazione di
caderci dentro o, peggio, di essersela fatta sui pantaloni, ci si abitua. Non
esistono bidet. Bisogna accontentarsi della doccia, che diventa necessariamente
un'esperienza quotidiana. L'acqua calda spesso si paga: c'è un contatore
che eroga tot litri all'inserimento di un gettone. Consiglio di fare la doccia
in orari in cui se la fanno anche altri, si rischia altrimenti di pagare per
calda l'acqua che, raffreddatasi nei tubi dall'ultima volta che è stata
aperta, invece ci arriverà tiepida. Spesso poi avanza effettivamente
dell'acqua calda a chi ha inserito una palata di gettoni per paura della doccia
scozzese, non è quindi raro farsi una bella doccia calda a sbafo.
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